
Manoel Island. Storia dell’isola fortificata di Malta e documentario fotografico
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Ci sono posti a Malta che non si visitano soltanto, ma che fanno parte della quotidianità in maniera silenziosa. Posti che si attraversano come un fotogramma, con il vento che ti sposta i pensieri, mettendoli in fila o disordinandoli ancora una volta, e la sensazione di essere momentaneamente altrove. Manoel Island e' uno di quei posti. E' qell'amico che vive nel tuo quartiere e che non vedi spesso, con cui basta uno sguardo per riprendere da dove si aveva lasciato.
Manoel Island, un isolotto strategico
Manoel Island, conosciuta con il nome maltese di Il-Gżira tal-Isqof, si trova al centro del Marsamxett Harbour, nella municipalità di Gżira, in una posizione che per secoli è stata considerata cruciale per la difesa di Malta. Oggi appare come una piccola isola di pietra chiara circondata dal mare, collegata alla terraferma da un ponte. Si tratta di un lembo di terra che copre circa 0,3 km², ovvero circa 30 ettari di superficie terrestre. Tuttavia la sua collocazione, perfettamente visibile dai bastioni di Valletta, ci dà subito la visuale della sua importanza strategica.
Prima di assumere il nome attuale, Manoel Island era conosciuta come Bishop’s Island o Isola del Vescovo, o più semplicemente come l’Isolotto e non era un luogo da abitare, ma una presenza silenziosa al centro del porto, un punto vulnerabile che poteva trasformarsi facilmente in una minaccia se lasciato incustodito. La sua forma bassa e allungata, simile a una foglia che galleggia sull’acqua, la rendeva ideale per il controllo dei movimenti navali all’interno del Marsamxett Harbour.
Il nome Manoel Island arriva solo nel XVIII secolo, quando il Gran Maestro portoghese António Manoel de Vilhena ordina la costruzione del forte che ancora oggi domina quel lembo di terra. È da quel momento che l'isolotto di Manoel Island cambia definitivamente identità: non più solo uno spazio naturale nel porto, ma un elemento progettato, fortificato, pensato per proteggere Valletta e controllare l’accesso dal mare.
Prima di diventare un soggetto fotografico, Manoel Island è stata soprattutto questo, un luogo da sorvegliare, una porta per raggiungere il cuore di Malta.

Manoe Island, visuale su Valletta. Foto Esplorando Malta

Manoe Island, tra Valletta e Sliema Foto Esplorando Malta

Manoe Island, un'isola nell'isola. Foto Esplorando Malta
Manoel Island, la peste e il lazzaretto
Nel 1592 Malta viene colpita dalla peste. È una ferita profonda, comune a molte rotte del Mediterraneo (si pensi all'epidemia del Centro e Nord Italia nel 1630), e l’Ordine di San Giovanni reagisce con uno strumento allora essenziale: la quarantena.
Manoel Island, che dal 1570 era proprietà del Vescovo di Malta ed era conosciuta come Isola del Vescovo, diventa improvvisamente un luogo di separazione. Qui viene allestito un primo lazzaretto temporaneo, composto da semplici strutture in legno, dove passeggeri, equipaggi e merci provenienti da navi sospette vengono trattenuti prima di poter entrare in porto.
L’anno successivo, con l’epidemia apparentemente sotto controllo, il lazzaretto viene smantellato. Ma la funzione dell’isola è ormai chiara. Infatti nel 1643, sotto il Gran Maestro Jean-Paul Lascaris, l’Ordine acquisisce ufficialmente l’isola dalla Chiesa in cambio di terreni situati a Rabat e vi costruisce un lazzaretto permanente. Manoel Island diventa così una soglia sanitaria stabile nel cuore del Mediterraneo. Chi arrivava dal mare non entrava a Malta senza prima attendere, isolato, che il tempo facesse il suo lavoro.
Inizialmente utilizzato come centro di quarantena per i passeggeri delle navi sottoposte a controllo, il lazzaretto viene ampliato e migliorato nei decenni successivi sotto i Gran Maestri Cotoner, Carafa e de Vilhena. Qui non si combattevano eserciti, ma epidemie; non si difendevano mura, ma una città intera da nemici invisibili come la peste e, più tardi, il colera.
Camminando oggi tra gli edifici superstiti, è impossibile non immaginare l’attesa. Giorni, settimane, a volte mesi. Il mare davanti, Valletta chiaramente visibile ma irraggiungibile. Una distanza che non era solo fisica, ma mentale.
Manoel Island come spazio sospeso, dove il tempo rallentava e l’isola principale restava sempre a pochi metri, eppure lontanissima.

La roccia calcarea di Manoel Island modellata dal mare e dal tempo. Foto Esplorando Malta

Ingresso di Manoel Island, dove l’isola inizia a separarsi dal resto di Malta. Foto Esplorando Malta

Natura costiera e panorama marino intorno a Manoel Island. Foto Esplorando Malta

Sentieri verdi e vista sulla baia lungo la costa di Manoel Island. Foto Esplorando Malta

Scalinata e luce naturale lungo i sentieri interni di Manoel Island. Esplorando Malta

Panorama marittimo dal lato nord di Manoel Island, Malta. Foto Esplorando Malta

Percorso pedonale verso gli edifici storici di Manoel Island. Foto Esplorando Malta

La costa rocciosa di Manoel Island affacciata su Gżira e Sliema. Foto Esplorando Malta
Fort Manoel, la fortificazione che dà il nome all’isola
Nel XVIII secolo il ruolo di Manoel Island cambia ancora. Le principali minacce non arrivano più solo dalle epidemie, ma anche dalle tensioni politiche e militari che attraversano l’Europa. La posizione dell’isola, al centro del Marsamxett Harbour e perfettamente visibile da Valletta, rende ormai inevitabile la sua fortificazione.
Tra il 1723 e il 1733, durante il governo del Gran Maestro portoghese António Manoel de Vilhena, viene costruito Fort Manoel, una fortezza a pianta stellare considerata un tipico esempio di ingegneria militare del XVIII secolo. Il progetto è attribuito all’ingegnere francese René Jacob de Tigné e successivamente modificato da Charles François de Mondion, che sarà sepolto in una cripta sotto il forte. Con la costruzione della fortificazione, l’isola prende definitivamente il nome di Manoel Island.
Il forte non era una struttura improvvisata, ma un sistema difensivo razionale e avanzato per l’epoca con bastioni angolati, un ampio quadrilatero centrale, il piazzale d’armi, portici e una cappella barocca dedicata a Sant’Antonio da Padova, direttamente sotto il controllo dell’Ordine di San Giovanni.
Fort Manoel nasce con un obiettivo preciso, controllare l’accesso al porto e proteggere Valletta da attacchi via mare.
Manoel Island dal periodo coloniale alla Seconda guerra mondiale
Con la fine del dominio dell’Ordine di San Giovanni, Manoel Island continua a mantenere un ruolo strategico anche sotto altre potenze. Durante il breve periodo francese e, successivamente, sotto il controllo britannico, Fort Manoel e il Lazzaretto restano parte integrante del sistema militare e sanitario di Malta.
Nel XIX secolo, sotto l’amministrazione britannica, il Lazzaretto viene ampliato e modernizzato, in particolare durante il governatorato di Sir Henry Bouverie negli anni 1837 e 1838. Oltre a ospitare passeggeri in quarantena, la struttura viene utilizzata per la disinfezione della posta in arrivo. Una sezione della struttura, chiamata Profumo Office, veniva utilizzata per ridurre il rischio di diffusione delle malattie mediante la sanificazione della posta per prevenire la diffusione delle malattie. Dopo un breve utilizzo militare, il complesso torna a funzionare come ospedale nel 1871.
Durante la Seconda guerra mondiale, quando Malta è sotto assedio dell'aviazione italiana e tedesca, Manoel Island e Fort Manoel vengono utilizzati come base navale dalla Royal Navy e sono conosciuti come HMS Talbot o HMS Phœnicia. I bombardamenti colpiscono duramente l’isola e nel marzo del 1942 la cappella del forte viene distrutta da un attacco aereo.
Al termine della guerra, l’isola entra in un lungo periodo di abbandono con edifici storici danneggiati, strutture vandalizzate e un patrimonio che rimane per anni in silenzio, sospeso tra memoria e attesa di recupero.

Rifugi per accogliere e dare riparo gatti. Foto Esplorando Malta

Avvisi ufficiali per i visitatori di Manoel Island e Fort Manoel. Foto Esplorando Malta

Dettaglio di segnaletica stradale sull’isola di Manoel Island. Foto Esplorando Malta

Muri storici di Manoel Island segnati dal tempo e dall’abbandono. Foto Eslorando Malta

Scritture sui muri che raccontano l’uso quotidiano di Manoel Island. Foto Esplorando Malta
Manoel Island oggi. Come si vive e cosa racconta ai visitatori
Oggi Manoel Island è un luogo che si scopre lentamente, spesso lontano dai percorsi turistici più affollati di Malta. In parte restaurata e in parte ancora in attesa di recupero, l’isola è attraversata quotidianamente da residenti di Gżira, runner, fotografi e viaggiatori curiosi che cercano una pausa dal ritmo delle zone più frequentate come Sliema o Valletta.
È uno spazio aperto, silenzioso, dove il tempo sembra scorrere in modo diverso rispetto al resto dell’isola principale.
Fort Manoel domina ancora il paesaggio con la sua struttura geometrica e i suoi bastioni affacciati sul Marsamxett. Il complesso del Lazzaretto, invece, rimane più discreto e meno accessibile, ma continua a raccontare il passato sanitario dell’isola attraverso edifici segnati dal tempo e dalla guerra.
Non tutto è visitabile, non tutto è accompagnato da pannelli o spiegazioni, e proprio questa la semplicità dell'esperienza che rende Manoel Island un luogo autentico, dove la storia si percepisce più che essere raccontata.
Camminando lungo i suoi percorsi pianeggianti, tra la roccia e la vegetazione, con vista costante su Valletta e sul porto, si ha la sensazione di trovarsi in uno spazio sospeso tra passato e presente. Manoel Island non è una visita da consumare in fretta, ma un luogo da attraversare con calma, osservando il mare, le mura e i dettagli, lasciando che sia l’isola stessa a raccontare la sua storia.

Aree non accessibili di Manoel Island. Foto Esplorando Malta.

Segnaletica e vista su Gżira dal percorso pedonale di Manoel Island. Foto Esplorando Malta.

Edifici chiusi e graffiti nell’area dell’ex Lazzaretto di Manoel Island. Foto Esplorando Malta.

Gatti tra gli edifici storici del Lazzaretto di Manoel Island. Foto Esplorando Malta

Ingresso di Manoel Island, una delle isole storiche più particolari di Malta.

Distributori di bevande all'ingresso di Manoel Island. Foto Esplorando Malta
Visitare Manoel Island. Alcuni consigli pratici per i visitatori
Manoel Island è facilmente raggiungibile a piedi tramite il ponte che la collega a Gżira ed è ideale per una passeggiata tranquilla, soprattutto al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando la luce valorizza la pietra chiara del forte e il panorama sul porto.
Manoel Island è liberamente accessibile e non esistono orari ufficiali come per un museo. l’isola è uno spazio aperto, pensato per passeggiate, fotografia e momenti di tranquillità. L’accesso agli interni di Fort Manoel non è regolare e avviene solo in occasione di eventi speciali o open day, annunciati di volta in volta.
La visita non richiede molto tempo, ma vale la pena concederselo. Non ci sono musei tradizionali, biglietterie o percorsi obbligati, ed è proprio questa semplicità a renderla diversa da altri luoghi storici di Malta.
Manoel Island è perfetta per chi vuole allontanarsi per un momento dalle zone più affollate, fare fotografie, correre, camminare o semplicemente sedersi a guardare Valletta, vivendo Malta da una prospettiva più lenta e autentica.





